COVID-19: Via libera ai test rapidi!

Il Ministero ha riconosciuto la validità dei test rapidi per la rilevazione del Covid-19.

Facciamo ora chiarezza in merito alle differenze tra test molecolare e test rapido:

-Il test molecolare con metodo RT-PCR ha come obiettivo l’identificazione dell’ RNA virale in un campione prelevato nel tratto respiratorio del paziente. Tale metodo, rileva la presenza del genoma virale oltre che in soggetti sintomatici, anche in presenza di bassa carica virale o asintomatici.

-Il test rapido ricerca le proteine superficiali del virus (antigeni), in un campione raccolto attraverso un tampone naso-faringeo, ma con tempi di risposta molto più brevi (15-30 minuti).  Tali test rapidi possono essere di prima, seconda o ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica). I primi due, si sono dimostrati ancora oggi inferiori al test molecolare (RT-PCR), mentre il test rapido di ultima generazione, sembra mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR.

Il Ministero seppur ribadendo che il “gold standard” rimane il test molecolare, nella Circolare dell’ 08/01/2021 conferma l’approvazione seppur parziale dei test rapidi, consentendo il loro utilizzo se i requisiti minimi di performance sono ≥80% di sensibilità e ≥97% di specificità, ed in situazioni di bassa prevalenza di SARS-CoV-2/COVID-19, con indici di sensibilità ≥90% e specificità ≥97%.

I test rapidi possono essere eseguiti per testare i casi possibili/probabili, focolai confermati tramite molecolari, testare i contatti sintomatici, facilitare l’individuazione precoce di ulteriori casi nell’ambito del tracciamento dei contatti e dell’indagine sui focolai, comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza ecc.) e ambienti di lavoro, in contesti sanitari e socioassistenziali o per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell’accesso alla struttura o per la diagnosi precoce in operatori sintomatici.

Importante ricordare che tutti gli esisti dei test molecolari e dei test rapidi, che siano effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni, devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento.

Di seguito il diagramma riassuntivo delle operazioni da seguire:

 

GVS81 resta a disposizione per fornire supporto nel contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

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