Il rischio legionella

Che cosa è la legionella?

Questa forma patologica letale è indicata come rischio emergente pubblico (6412 casi in Europa nel 2014, di cui 1435 in Italia). La trasmissione della Legionellosi avviene per via aerea. Le particelle, dette legionelle, più pericolose, sono quelle di dimensioni piccole, che hanno pertanto maggiore capacità nel raggiungere le basse vie respiratorie.

Quali gli ambienti a rischio?

Le legionelle si trovano in natura, nei laghi, negli stagni, nelle acque termali, da qui possono anche raggiungere condotte d’acqua, impianti idrici, torri evaporative. Il rischio è aggravato da fattori associati quali la temperatura dell’acqua (tra i 20° ei 50°C).

Quali ambienti di lavoro a rischio?

Coinvolti sono comunque tutti gli addetti, e chiaramente il pubblico, strutture turistico ricettive (alberghi, hotel, pensioni, campeggi, residence, agriturismi, bed&breakfast, soggiorni di vacanza, affittacamere, navi da crociera; etc.) strutture termali, strutture ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici, palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri benessere, etc.), strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali.

Il rischio è presente in tutti quegli ambienti lavorativi in cui si verificano condizioni di esposizione ad aerosol infettanti. Noti sono stati casi di patologie contratte da addetti al comparto sanitario, quali dentisti, addetti alla pulizia degli impianti di trattamento aria, manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua ad uso sanitario e impianti di depurazione, minatori, giardinieri.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

La Conferenza Stato-Regioni del 7 maggio 2015 ha sancito “l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.”

Il documento ribadisce l’importanza della valutazione del rischio e della necessità di mettere in atto misure di prevenzione a breve (decalcificazione degli elementi meno usurati, disinfezione di filtri, soffioni e flessibili) e a
lungo termine (filtrazione, trattamento termico, clorazione, ecc.)”.

E’ d’obbligo effettuare una valutazione del rischio laddove vi siano le condizione di possibile esposizione. La valutazione, supportata da campionamenti dell’acqua, permette di individuare se vi è la presenza del batterio e di intervenire con una corretta sanificazione.  Rappresenta, oltre che un intervento necessario in ambito sicurezza sul lavoro, un intervento utile a garantire, laddove vi sia presenza di utenti , il corretto monitoraggio delle condizioni igieniche e quindi qualificare l’azienda.

GVS81 esegue la valutazione del rischio compreso il sevizio di analisi microbiologico relativo a tutte le realtà aziendali e imprenditoriali.

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